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Dopo il Covid, possiamo contrastare l’aumento delle liste d’attesa, anche grazie alla sanità transfrontaliera.

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Per esercitare il diritto alla salute, il cittadino deve essere informato e consapevole.

Esiste da tempo un quadro normativo europeo e nazionale che include anche la sanità transfrontaliera tra le varie scelte a disposizione del cittadino per ottenere le cure di cui ha bisogno in tempi compatibili con il suo stato di salute, ed esercitare così il diritto alla salute, riconosciuto dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Per fare questo tuttavia, è necessario da un lato che il cittadino sia informato e consapevole dell’esistenza di questa opportunità, dall’altro che abbia tutte le informazioni per capire se la sanità transfrontaliera comprende soluzioni adatte al suo problema di salute e come ottenerle, cioè quali sono i requisiti e le procedure per accedere a queste soluzioni.

Quali sono i vantaggi della sanità transfrontaliera?

La sanità transfrontaliera offre di fatto ai cittadini europei la facoltà di scegliere di curarsi all’estero presso qualsiasi struttura, pubblica o privata, in tutti i paesi europei.

Questa possibilità diventa particolarmente importante nel momento in cui nel proprio paese il cittadino non riesca ad ottenere le cure nei tempi previsti, o comunque compatibili con il proprio stato di salute, rischiando un aggravarsi della sua patologia: proprio la situazione che si sta presentando in questo momento a causa dell’emergenza post-Covid.

Ma un’effettiva attuazione della normativa europea andrebbe anche a beneficio dei sistemi sanitari nazionali, favorendo una maggiore circolazione di medici, chirurghi e operatori sanitari (da considerare anche come opportunità formativa), un maggiore scambio di informazioni, dati e buone prassi tra i diversi paesi, fondamentale per la prevenzione (anche in questo caso, la vicenda Covid è emblematica!), la nascita di centri di eccellenza dedicati a specifiche patologie o categorie diagnostiche, nonché un passo avanti verso la cittadinanza digitale europea.

Esiste un interesse per questo tipo di opportunità?

Ad oggi, le domande per ricevere l’assistenza transfrontaliera rappresentano soltanto l’1% circa della spesa pubblica per l’assistenza sanitaria italiana, compresa l’assistenza di emergenza per i turisti. Sulla base di alcuni sondaggi condotti da Eurobarometer però, il numero di cittadini europei che si dicono pronti a viaggiare per ricevere cure in un altro Stato membro supera largamente il numero di cittadini che hanno finora chiesto informazioni ai punti di contatto nazionali. In particolar modo, i pazienti più “curiosi” sembrano trovarsi in Germania, Finlandia e Austria, che registrano il numero più elevato di contatti.

Come può il cittadino fare una scelta consapevole?

Questo è possibile solo grazie a un’alleanza tra medico di base, specialista e paziente perché comunque è ancora lasciato al cittadino l’onere di informarsi, di ottemperare all’obbligo di autorizzazione previsto dalla normativa nazionale, di anticipare le spese relative alle prestazioni sanitarie da ottenere all’estero (che vengono poi rimborsate dal SSN).

D’altro canto, anche uno specialista che voglia spostarsi in Europa per seguire i propri pazienti in strutture pubbliche o private fuori dall’Italia deve seguire un iter burocratico per ottenere registrazione e autorizzazione ad esercitare, secondo le procedure previste dalle normative nazionali.

Senza una mediazione che faciliti questi passaggi, non si creano le condizioni per sperimentare percorsi di cura con modalità transfrontaliera e le normative europee restano lettera morta.

After the Covid emergency, we can counter the rise of waiting lists thanks to Cross Border Healthcare. The 2011/24/EU Directive included Cross Border Healthcare among the different choices available to European citizens to obtain the care they need compatible with the times their state of heath requires.

Which are the benefits of Cross Border Healthcare? Cross Broder Healthcare gives European citizens the possibility to choose to get the treatment abroad in any public or private structure in all EU countries. This is particularly important when the patient is unable to obtain the treatment in his own country on schedule, or in any case in compatible time with his own state of health.

Is there a general interest in this opportunity? To date, application requests for Cross Border Healthcare of Italian patients represent only 1% of the public spending on Italian healthcare.

How can we help the citizen to take a more conscious choice? Thanks to a cooperation among general practitioner, surgeon, and patient, since the citizen is still left alone with the burden of informing on national legislation, applying for authorization, anticipation of expenses etc.

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