Accreditamento Joint Commission di gruppo per Quirónsalud

Logo QuironSalud

Il Gruppo QuironSalud è stato accreditato con il famoso sigillo d'oro della Joint Commission International Enterprise.

Joint Commission

L’organizzazione no-profit Joint Commission International (JCI), nata negli anni ’90, offre servizi di accreditamento sanitario a livello internazionale. E’ attiva in più di 100 paesi, ed il suo obiettivo è migliorare la sicurezza dei pazienti e la qualità delle cure.

L’organizzazione controlla ospedali, sistemi sanitari, ministeri e istituzioni governative, promuovendo rigorosi standard di cura.

Infatti il JCI è l’accreditamento sanitario più prestigioso al mondo, per la sicurezza che fornisce al paziente e per la rigorosa valutazione di tutti i processi assistenziali. 

Joint Commission

Quirónsalud

Avendo ottenuto il sigillo d’oro della Joint Commission International per tutti i suoi ospedali, QuironSalud è il primo gruppo ospedaliero privato al mondo ad aver ottenuto questo accreditamento. E quindi anche in Europa è il primo ente sanitario ad avere questo prestigioso accreditamento.

Il percorso di QuironSalud

La strada per ottenere l’accreditamento è stata lunga, con un grande sforzo di tutto il Gruppo per migliorare la sicurezza e la qualità delle cure, per garantire un ambiente di cura sicuro per il paziente, riducendo i rischi.

Tutto il gruppo QuironSalud promuove la cultura della sicurezza, la standardizzazione dei processi, l’eccellenza nell’assistenza mitigando i rischi associati. 

Questo grazie anche alla trasformazione digitale, che ha liberato i professionisti sanitari da compiti amministrativi, dando più tempo per concentrarsi sulla cura del paziente.

 

 

Il giudizio Joint Commission

Come conclusione, la Commissione ha evidenziato la qualità del modello di gestione, l’eccellenza nell’assistenza medica, l’alta qualificazione dei professionisti, ed anche l’entusiamìsmo della cultura del miglioramento continuo di tutto il Gruppo QuironSalud.

 

Quirónsalud e SEF Surgical European Facilitator srl

SEF svolge un accurata analisi prima di sottoscrivere partnership. Ed è per questo che è orgogliosa di collaborare con il Gruppo Quirónsalud.

Questo risultato conferma la garanzia della scelta da parte di SEF di accesso alle cure per la mobilità sanitaria in Europa solo con clicniche dai migliori standard.

Per approfondire

Il nostro partner Quirónsalud e l’impianto di protesi personalizzata

Quiron

Nell'Ospedale Universitario Sagrat Cor è stata impiantata una protesi di anca personalizzata, in un paziente con malformazione osseo congenita.

Le protesi di anca

Per l’intervento di protesi totale di anca esistono varie tecniche, alcune più tradizionali, come l’accesso posteriore o laterale, altre più innovative, come l’accesso anteriore mininvasivo. Le protesi standard però possono non coprire le esigenze di alcune patologie di anca nei pazienti.

Dr Joan Manuel Burdeus

Il Dr Burdeus è specializzato in chirurgia ortopedica e traumatologia. E’ un esperto di chirurgia protesica per anca e ginocchio, terapie biologiche (cellule staminali) in lesioni cartilaginee.

Ha più di 40 anni di esperienza medica e 25 anni nel campo della traumatologia e oropedia.

 

Protesi Custom Made

Il Dr Burdeus, dopo l’operazione di anca personalizzata, ha così commentato.

“In futuro le protesi CUTOM MADE, o personalizzate, saranno la soluzione per casi speciali, in cui le protesi standard non coprono le esigenze dei pazienti che necessitano di un impianto protesico in articolazioni con alterazioni anatomiche complesse. Offrono vantaggi significativi riproducendo l’anatomia del paziente. Riducono i rischi e facilitano la guarigione per quei pazienti che necessitano un impianto protesico con caratteristiche irriproducibili.”

protesi di anca

 

Quirónsalud e SEF Surgical European Facilitator srl

SEF svolge un accurata analisi prima di sottoscrivere partnership. Ed è per questo che è orgogliosa di collaborare con il Gruppo Quirónsalud.

Questo risultato conferma la garanzia della scelta da parte di SEF di accesso alle cure per la mobilità sanitaria in Europa solo con clicniche dai migliori standard.

Per approfondire

EMT fiera del turismo medicale dal 7 al 10 giugno ad Abano Terme

EMT

Si è svolta dal 7 al 10 giugno scorsi ad Abano Terme la fiera EMT (European Medical Tourism), dedicata al Turismo Medico.

Finalmente, dopo la battuta di arresto dovuta al Covid, i congressi e gli incontri dal vivo sono ripresi a pieno ritmo.

La fiera del turismo medico europeo, EMT,  è un’occasione di incontro e di scambio tra realtà europee e mondiali che si occupano di salute.

Cosa è il turismo medico? Possiamo definirlo come il movimento dei pazienti da uno stato all’altro alla ricerca di cure mediche. I motivi possono essere diversi, dalla ricerca delle migliori cure per la propria patologia, o la necessità di trovare tariffe più convenienti.

EMT

I partecipanti

Alla fiera del turismo EMT partecipano decine di esperti di turismo medico internazionali che ricoprono posizioni dirigenziali nelle grandi istituzioni e aziende del turismo sanitario.

Tre giorni quindi di scambio di esperienze e di formazione.

 Gli interventi sono stati molteplici, e su diversi aspetti del Turismo Medico. 

Medical Tourism

Gli interventi

Il primo giorno è stato dedicato alle Assicurazioni ed ai sistemi sanitati di Svizzera, Italia e Regno Univo, grazie alla presentazione “Journey for Health and Welfare”. 

 

La seconda giornata è stata incentrata sui temi:

“Developing a new strategy to build Partnership networks between companies acting in Europe and Turkey”

“Market influence strategies for Health Care Operations”.

Ma la parte più importante della fiera del turismo è stata il terzo giorno, con gli incontri B2B tra i partecipanti.

Si sono svolti più di 200 incontri di lavoro e sono stati presi accordi per collaborazioni ulteriori.

B2B

Gli incontri di SEF

Anche la nostra società, SEF Surgical European Facilitator, ha partecipato agli incontri, ed ha potuto stabilire nuove connessioni ed espandere il suo attuale network.

Per saperne di più

Per maggiori info sulle attività di SEF o sul turismo medico contattaci a info@sef.care, o visita il ns sito www.sef.care

Pubblicato il PNE 2021

Programma nazionale esiti 2021

È stato pubblicato il Piano nazionale esiti (PNE) 2021 che valuta l’efficacia e la sicurezza delle cure garantite dal nostro SSN.

 

Piano nazionale esiti

Da diversi anni AGENAS, attraverso il Piano Nazionale Esiti a livello nazionale e regionale, monitora e la situazione della nostra assistenza sanitaria. 

PNE edizione 2021

Quest’anno, con l’edizione 2021, si è ottenuto uno spaccato sull’emergenza epidemiologica e sulle dinamiche che il COVID-19 ha determinato rispetto all’organizzazione dei servizi.

E’ stato infatti possibile effettuare un confronto ampio e particolareggiato dei dati di attività realtivi all’anno 2020 con quelli della fase pre-pandemica.

Specialità analizzate

Le specialità che sono state analizzate in questo Piano Nazionale Esiti sono molteplici. Vanno dall’area cardio e cerebrovascolare, all’area perinatale e alla area muscolo-scheletrica. Vediamo in dettaglio proprio la situazione di quest’ultima.

Chirurgia protesica

Gli interventi di protesica in ambito ortopedico
sono tra i più frequenti in Italia, in quanto oltre la
metà della popolazione ultrasessantacinquenne
presenta patologie degenerative, prevalentemente di natura artrosica, a carico dell’apparato osteoarticolare, con elevato rischio di disabilità motoria.

Con il Covid, tutta la chirurgia elettiva ha subito una marcata riduzione.  

Protesi di anca

Ad esempio, gli interventi di protesi d’anca avevano fatto registrare un aumento nei cinque anni precedenti la pandemia. Da 104.425 nel 2015 a 115.989 nel 2019 (+11,1%).
Nel 2020, si è verificata una marcata contrazione della casistica (N=96.822), quantificabile in 19.167 ricoveri in meno (-16,5%) rispetto all’anno precedente.

L’impatto della pandemia non è stato uniforme sul territorio nazionale. La riduzione degli interventi di protesi d’anca è stata più marcata al Nord (-20,8%), dove la prima ondata si è abbattuta con maggiore virulenza, meno al Centro (-11,1%) e al Sud e nelle Isole (-10,2%).

grafico protesi anca

Protesi di ginocchio

Per quanto riguarda la chirurgia protesica del ginocchio, i ricoveri erano in costante aumento prima della pandemia. Da 72.286 nel 2015 a 87.922 nel 2019 (+21,6%). Nel 2020 si sono drasticamente ridotti a 66.691 (-24,1% rispetto al 2019, pari in valore assoluto a 21 mila ricoveri in meno).  

grafico protesi ginocchio

Protesi di spalla

Infine, anche gli interventi di protesi della spalla, in crescita nel quinquennio precedente la pandemia (+53,3%), si sono fortemente ridotti nel 2020 . Il decremento è stato del 16% rispetto al 2019, pari a una perdita di circa 2 mila ricoveri. 

grafico protesi spalla

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La mobilità sanitaria del paziente

mobilita sanitaria del paziente

Quando si parla di mobilità sanitaria si intende il diritto dei pazienti di spostarsi dalla propria zona di residenza per beneficiare di servizi sanitari più adeguati ai propri bisogni.

I motivi degli spostamenti

I cittadini alla ricerca delle migliori terapie, tese al soddisfacimento dei propri bisogni, hanno il diritto di rivolgersi a qualsiasi struttura ospedaliera.

I motivi che spingono i pazienti a recarsi fuori dai propri confini residenziali possono essere svariati.

La fiducia verso determinate strutture sanitarie, la maggiore informazione su determinate cure o su nuovi farmaci, le lunghe liste di attesa, sono solo alcune delle ragioni che influenzano su questa scelta.

In particolare, emergono tre motivi principali che influenzano la decisione. La maggiore qualità dei livelli di prestazione, una logistica più efficace che permette di ridurre i ritardi e disagi, la necessità di prestazioni assenti nella zona in cui si vive .

D’altra parte, tale fenomeno può essere inquadrato come un normale effetto della globalizzazione e dell’evoluzione dei sistemi d’informazione dei soggetti.

Tipologie di mobilità sanitaria

Qualunque sia il motivo, il fine della mobilità è quello di garantire ai soggetti richiedenti un’assistenza sanitaria qualitativamente elevata, ma anche efficace dal punto di vista economico.

Con flusso migratorio per ragioni di salute si possono intendere tre diverse tipologie di mobilità.

È, infatti, possibile individuare la mobilità regionale, che implica lo spostamento all’interno della propria regione di appartenenza.

La mobilità interregionale, invece, prevede di uscire dalla propria regione di residenza alla ricerca di un sistema sanitario migliore in un’altra regione.

Infine, con mobilità internazionale, si intende lo spostamento dei pazienti verso un altro Stato a causa dell’assenza di determinate cure, o alla ricerca di un sistema sanitario più all’avanguardia, o tempi di attesa minori.

Mobilita sanitaria europea

Questo fenomeno, molto discusso in politica, viene disciplinato dalla Direttiva 2011/24/Ue del Parlamento europeo. Con la Direttiva, vengono fissate le regole affinché i cittadini europei possano usufruire di cure e terapie senza confini territoriali.

La citata direttiva nasce dall’esigenza di soddisfare il principio di armonizzazione tra gli Stati membri dell’Unione europea, affinché si applichi un quadro unitario di garanzie e tutele negli specifici sistemi sanitari nazionali.

I soggetti hanno diritto a usufruire di trattamenti medici in un Stato membro dell’Ue, richiedendo un rimborso al Servizio sanitario nazionale del paese di residenza.

Si parla, in questo caso, di un rimborso pari al costo in essere nella propria zona di appartenenza.

Cosa si intende per mobilità sanitaria attiva e passiva

Da un punto di vista amministrativo-finanziario, la mobilità sanitaria può essere distinta in attiva e passiva.

Con mobilità attiva si intende l’entrata di fondi da destinare ai costi necessari a garantire ai pazienti di altre regioni o Paesi le migliori prestazioni in ambito terapeutico e curativo.

Al contrario, la mobilità passiva implica l’invio di fondi ad altre regioni o Paesi, al fine di compensare i costi dei servizi messi in atto per i pazienti in uscita dal proprio territorio.

Un’analisi dei dati relativi a questi due indicatori fornisce un’idea generale del livello di Servizio Sanitario Regionale.

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La riabilitazione preventiva nella chirurgia ortopedica

La riabilitazione preventiva nella chirurgia ortopedica

La riabilitazione preventiva sta prendendo sempre più piede in ambito della chirurgia ortopedica. Ma perché è così importante?

La riabilitazione preventiva nella chirurgia ortopedica: cos'è?

Andare incontro ad un intervento chirurgico ortopedico, che quasi sempre è molto invasivo, non è mai semplice perché oltre alla bravura del chirurgo e della sua squadra c’è il fattore paziente. Il modo migliore per approcciarsi a questo “appuntamento” è quello di farsi trovare il più in forma possibile. Ciò sicuramente può essere utile non solo per l’intervento ma anche e soprattutto per la riabilitazione. Il post intervento è un momento molto complicato per i pazienti, che devono affrontare una strada molto dura e complicata durante la quale il paziente deve riuscire a riprendere le normali funzionalità.

Scopriamo gli elementi della riabilitazione preventiva

Come accennato in precedenza, un intervento di chirurgia ortopedica porta ad una serie di importanti effetti collaterali tra i quali il principale è l’atrofia muscolare. Questo evento si ha quando il muscolo non viene usato spesso. Inoltre durante l’intervento il flusso sanguigno diminuisce. Entrambe queste due cause portano ad una riduzione del muscolo, cosa che accade rapidamente. Ciò porta alla diminuzione della forza, della potenza, della resistenza fino addirittura a comprometterne l’equilibrio.

Cos'è la valutazione funzionale tecnologica?

In fase di valutazione della terapia migliore da portare avanti è necessario eseguire alcuni esami, chiamati test funzionali. Questi sono:

  • la valutazione iniziale: è molto importante per tutti gli aspetti della salute dell’individuo. In questo modo è possibile individuare problematiche preesistenti. Sarà quindi possibile determinare con maggiore attenzione gli ambiti su cui operare;
  • passi intermedi: si va a determinare la possibilità di trarre i risultati della prima fase di riabilitazione;
  • l’esito finale: come si può facilmente immaginare, consiste nella parte in cui si traggono le conclusioni.

E’ evidente che questi sono i principi generali che vengono seguiti per offrire un servizio di ottimo livello.

Cosa può fare la riabilitazione preventiva?

Per cercare di diminuire il più possibile questi fattori avversi è possibile agire in anticipo con la riabilitazione. In questo modo è possibile prevenire la mobilità della massa con la conseguente perdita di potenza. Vi sono una serie di operazioni che traggono giovamento da questo tipo di riabilitazione, vediamo le principali:
  • artroplastica totale del ginocchio, anca e spalla;
  • chirurgia spinale;
  • ricostruzione LCA;
  • ripazione cuffie rotatori.
La riabilitazione pre intervento permette di migliorare le aspettative per una post riabilitazione completa e meno faticosa e dolorosa.

La riabilitazione preventiva in ambito sportivo

In ambito sportivo professionale questo tipo di riabilitazione è usato già da molti anni perché è l’unico modo per mettere lo sportivo nelle condizioni di riprendersi velocemente. Un atleta, nel malaugurato caso di infortunio, dovrebbe rivolgersi verso questo tipo di riabilitazione, perché permette di ottenere questi tre obiettivi principali:

  • lavorare sulla forza fisica;
  • migliorare l’equilibrio della gamma dei movimenti;
  • migliorare la stabilizzazione ed il cordinamento.

E’ necessario tenere presente che il successo della riabilitazione dipende dalla bravura del fisoterapista ma anche dall’impegno del convalescente.

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Il ruolo del facilitatore chirurgico

Il ruolo del facilitatore chirurgico

La figura del facilitatore medico/chirurgico sta prendendo sempre più piede in un mondo dove anche la Sanità ha molteplici possibilità da offrire al paziente.

Cosa è un facilitatore chirurgico

Solitamente si definisce facilitatore un individuo che ha la funzione di intermediario.

In ambito medico, il facilitatore è la persona con la quale un paziente si interfaccia quando ha bisogno di supporto nella ricerca di un medico specialista, di un particolare intervento chirurgico, di trovare una clinica (in Italia o all’estero) che sia idonea al trattamento di cui ha bisogno.

Il ruolo di un facilitatore è quindi molto importante. Molti pazienti, che non sanno o non possono essere informati su medici o cliniche, possono ricevere un grande aiuto dal facilitatore. Possono avere un unico interlocutore per avere a disposizione informazioni su diverse strutture mediche, diversi medici specialisti o chirurghi.

Negli ultimi 5 anni, secondo il XXIII Rapporto Pit Salute di Cittadinanzattiva, tra le principali criticità in Italia, al terzo posto delle segnalazioni dei cittadini, troviamo la sicurezza delle cure e la presunta malpractice. Preoccupante l’impennata di segnalazioni in questo settore (+6,8%) dal 2018 (10,5%) al 2019 (17,3%).

SI evince da qui la necessità del cittadino/paziente di trovare un professionista di fiducia

Cosa fa un facilitatore chirurgico

Il facilitatore è un “professionista della salute”, che lavora ed ha esperienza in campo sanitario, ed ha le competenze per aiutare il paziente nella scelta da affrontare. Nella ricerca di un chirurgo, per esempio, spesso il paziente si trova di fronte a difficoltà, e si affida solamente al “passaparola”. Il facilitatore riesce invece a mettere insieme molteplici fattori che possono indirizzare il paziente verso uno specialista che possa fare maggiormente al proprio caso ed al proprio stato di salute. Come detto, i fattori sono diversi. Il facilitatore ha infatti a disposizione svariati canali dai quali ottenere informazioni. Si va dalla semplice conoscenza diretta del chirurgo, ai contatti con le multinazionali produttrici di medical device, all’accesso privilegiato alle liste ed ai siti che monitorano le attività delle strutture sanitarie in Italia.

Come scegliere la clinica

Un paziente che si affida ad Internet per la scelta della clinica dove operarsi si trova di fronte ad una “giungla” di informazioni. Sono tantissime le società che fanno classifiche degli ospedali, e non è facile trarne delle conclusioni. Il facilitatore chirurgico ha proprio il compito di snellire questa ricerca. Egli, infatti, è in grado di leggere e capire le statistiche che gli vengono fornite, riesce a capire quali siano i punti di forza e di debolezza delle strutture (una struttura molto nota a livello nazionale potrebbe però avere delle lacune in una particolare branca medica).

Facilitatore del Turismo Medico

Un paragrafo a parte va riservato al Facilitatore del Turismo Medico. Questa figura, infatti, oltre a fornire le informazioni necessarie al paziente per prendere una decisione sulla propria salute, sarà il punto di riferimento per il paziente durante il suo “viaggio medico”. Un facilitatore del turismo medico aiuta il paziente a pianificare i dettagli del suo trattamento nella clinica straniera. Lo aiuta ad ottenere autorizzazioni sanitarie, visti, prenotare voli, organizzare alloggi e prendersi cura di altri aspetti come trasporti, tour, etc. Il facilitatore deve avere un rapporto privilegiato con l’ospedale per essere in grado di parlare direttamente con lo staff, in caso di necessità. Ci sono varie organizzazioni internazionali che si occupano dei Facilitatori in modo da fare corsi e tenerli sempre aggiornati su tutti gli aspetti legati al Turismo Medico. SEF fa parte di due delle maggiori associazioni, Medical Tourism Association e Medical Tourism Business.

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La Protesi di spalla con navigatore

La Protesi di spalla con navigatore

Effettuare l'impianto con la massima precisione è il requisito fondamentale per l'impianto di protesi di spalla

La protesi di spalla con navigatore permette il trattamento personalizzato, migliori risultati funzionali e riduzione dei tempi di recupero.

Questi sono alcuni dei  vantaggi assicurati dalla tecnologia per l’Imaging 3D e GPS nella protesi di spalla, che nel nostro paese riguarda ormai 5.000 casi all’anno

La protesi di spalla con navigatore GPS

Alla base del sistema, la mappatura digitale 3D dell’articolazione sulla base dei dati forniti da una TAC pre operatoria. Questa permette di programmare l’intervento nei minimi dettagli, adattandolo all’anatomia del singolo pazienze, integrandola con i sensori GPS durante l’intervento e permettendo al chirurgo una precisione estrema.

Pianificazione

Massima precisione

La chirurgia computer-navigata, grazie alla sua precisione, permette di ridurre al minimo gli errori e le relative complicanze post operatorie. Quali ad esempio la lussazione della protesi o la mobilitazione precoce.

La mano del chirurgo è guidata dai sensori GPS sulla pianificazione pre operatoria. Il risultato è visibile sullo schermo con la possibilità di cambiare la pianificazione in tempo reale qualora l’andamento dell’operazione lo rendesse necessario. Tutto ciò permette di ridurre al minimo le complicanze grazie ad una precisione di impianto non ottenibile a mano libera.

precisione

Indicazioni di utilizzo

L’utilizzo di questa tecnica è indicato per tutti i casi di impianto di protesi di spalla. In particolare, i pazienti che ne traggono maggiore vantaggio sono :

  • pazienti con gravi deformità glenoidee sia primarie che dopo il fallimento della prima protesi
  • pazienti under 60 in cui la precisione del posizionamento può determinare una maggiore durata dell’impianto.
  • giovani pazienti in cui si può o si deve impiantare una protesi anatomica (ovvero che riproduce la normale anatomia gleno-omerale sostituendo le superfici).
  • Casi in cui il margine di errore non deve superare i 5’ di inclinazione o rotazione dell’impianto,  margine ridottissimo non identificabile con l’occhio umano. Qui acquisisce una grande importanza la tecnica navigata.
I vantaggi per il paziente

– aumento di precisione nel posizionamento della protesi

– eliminazione completa del dolore

– aumento qualità di vita nel post-operatorio breve

– aumento longevità della protesi (10-15 anni)

– miglioramento mobilità post-operatoria

– miglioramento possibilità di riprendere a fare sport, purché senza esagerare

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9°CIHTConference, Conferenza Internazionale sul Turismo Medico

9°CIHTConference

Si è svolta il 4 e 5 novembre scorsi a Crikvenica, in Croazia, la 9° Conferenza Internazionale sul Turismo Medico, CIHTCONFERENCE.

Finalmente, dopo la battuta di arresto dovuta al Covid, i congressi e gli incontri dal vivo sono ripresi a pieno ritmo.

La 9° CIHT Conference è una conferenza di due giorni che riunisce docenti locali e stranieri e partecipanti provenienti dai campi della medicina, del turismo e dell’economia. Il tutto con l’obiettivo di introdurre le nuove tendenze nel turismo e nella medicina. Questa manifestazione è il risultato di una collaborazione tra l’Ente per il turismo di Crikvenica e il Distretto del turismo sanitario del Kvarner.

Crikvenica

La CIHT Conference contribuisce all’implementazione delle attuali conoscenze teoriche, ed alle tendenze del mercato del turismo medico.  

I partecipanti

Alla Conferenza partecipano più di 150 esperti di turismo medico internazionali che ricoprono posizioni dirigenziali nelle grandi istituzioni e aziende del turismo sanitario.

Due giorni quindi di scambio di esperienze e di formazione.

 Gli interventi sono stati molteplici, e su diversi aspetti del Turismo Medico. E non solo turismo medico. 

 

Gli interventi

Infatti, tra gli interventi più interessanti, annotiamo quello di Arnis Krasovskis, Presidente di Medrefund Ltd UK, che ha parlato dell’effetto post Brexit per i cittadini inglesi sulla Direttiva della Sanità Transfrontaliera (La Direttiva 2011/24/UE). Infatti, anche se per le richieste di rimborso pre Brexit il cittadino inglese ha tempo fino al 31/01/2022 per presentarle, per tutti gli interventi post Brexit questa possibilità non c’è più. Unica possibilità che è rimasta al cittadino inglese: il modello S2.
brexit

Il modello S2 permette ad una persona assicurata in un paese dell’UE (e in questo caso anche Gran Bretagna) di dimostrare di avere diritto a cure programmate (o “pianificate”) in un altro paese dell’UE. Se una persona si reca in un altro paese per sottoporsi a cure sanitarie, la relativa spesa sarà sostenuta dall’ente per l’assistenza sanitaria di questa persona soltanto se per tali cure è stato preventivamente chiesto il permesso all’ente (cioè la previa autorizzazione).

 

Non è sempre facile però trovare cliniche che accettano questo tipo di modello e di pagamento.

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Chirurgia robotica ortopedica

Chirurgia robotica ortopedica

Gli interventi di sostituzione articolare (protesi) hanno migliorato la qualità di vita di milioni di italiani negli ultimi decenni, alleviando il dolore, aumentando la capacità di movimento e permettendo il ritorno ad una piena vita sociale.

In questi anni la chirurgia ortopedica ha compiuto enormi passi in avanti con le nuove tecniche e tecnologie e grazie a professionisti sempre più preparati concentrati nel migliorare i risultati dei tanti interventi chirurgici.

Il successo delle protesi totali di anca e ginocchio dipende dal corretto posizionamento dell’impianto, tenendo conto della cinematica e dell’anatomia nella specifica articolazione.

Dopo oltre 500.000 interventi effettuati nel mondo si può affermare che con la chirurgia robotica nell’impianto di protesi, la percentuale di errore umano si riduce al minimo.

Chirurgia robotica ortopedica

Il chirurgo sfrutta l’ausilio robotico per eseguire quanto programmato in fase pre-operatoria. Il robot infatti ha il vantaggio di consentire una pianificazione dell’atto chirurgico molto accurata sulle peculiarità del singolo paziente. Partendo dalle immagini TC (TAC) preoperatorie, si realizza un modello tridimensionale sul quale programmare l’intervento da eseguire in sala operatoria con l’ausilio del robot che permette un’estrema precisione del taglio osseo. Questo consente una riduzione degli errori di posizionamento della protesi, in modo da alloggiarla nella giusta sede bilanciata alla perfezione. Si ottiene così:
  • un minor rischio di instabilità della protesi
  • un corretto bilanciamento
  • una ridotta incisione

Artroprotesi d’Anca Robotizzata

L’artroprotesi d’anca robotizzata sfrutta il sistema computerizzato che, grazie alle immagini TAC effettuate dal paziente precedentemente all’intervento, elabora un modello tridimensionale dell’anca su cui intervenire. Permette al chirurgo di scegliere, durante la pianificazione, il posizionamento ed anche la misura dell’impianto di protesi all’anca.
Durante l’intervento, con l’ausilio dei sensori posizionati sull’articolazione, vengono forniti al software del robot parametri che, assieme allo studio preoperatorio, creano il modello definitivo.

Il chirurgo effettua la resezione del collo femorale, inserisce la componente femorale di prova e prepara l’alloggiamento della coppa acetabolare tramite una fresa del robot, sotto il controllo del computer. Verificata la correttezza dell’impianto di prova (lunghezza degli arti, stabilità delle componenti, tensione muscolare, ecc.) procede con l’impianto della protesi definitiva.

La tecnica robotica riduce drasticamente gli errori di posizionamento delle componenti protesiche e consente il monitoraggio, in fase peri-operatoria, dei parametri indispensabili al corretto funzionamento di una protesi (centro di rotazione, lunghezza, tensione dei gruppi muscolari che muovono e stabilizzano l’anca, ecc.)

I vantaggi per il paziente

Il lavoro svolto con l’ausilio del robot per il corretto posizionamento delle componenti consente una biomeccanica più efficiente ed un’articolazione più stabile, permettendo una più rapida riabilitazione

l’intervento mininvasivo permette al paziente, con l’ausilio di due stampelle, di deambulare caricando il peso sull’arto operato, già dal giorno successivo all’intervento, facendo scarso uso di farmaci analgesici

Il ritorno a casa può avvenire pochi giorni dopo l’intervento, proseguendo la riabilitazione a domicilio o in regime ambulatoriale.

Artroprotesi di Ginocchio Robotizzata

L’artroprotesi di ginocchio (parziale e totale) con tecnica robotica sfrutta l’utilizzo del sistema come supporto al lavoro del chirurgo.

Si crea un modello elettronico del ginocchio a tre dimensioni sulla base di una TAC preoperatoria per programmare l’intervento, che viene completato dalle informazioni trasmesse dai sensori posizionati sull’articolazione in sede operatoria. Questo permette di fornire le istruzioni utili a posizionare la protesi nella giusta sede, bilanciata perfettamente.

Il braccio robotico consente al chirurgo di effettuare, con precisione, la resezione dell’osso per posizionare la protesi.

Questa tecnica consente di ridurre drasticamente gli errori di posizionamento della protesi al ginocchio, causa della maggior parte dei fallimenti e delle complicazioni. La tecnica robotica dà la certezza  dell’esatto posizionamento della protesi mentre la si impianta, non in seguito.

La protesizzazione di ginocchio con la tecnica tradizionale in alcuni casi viene sconsigliata, come ad esempio quando si ha un’insufficienza del legamento crociato o addirittura l’assenza dello stesso. Grazie alla grande precisione del sistema, nel primo caso si può optare per una protesi monocompartimentale, mentre nel secondo si può ricostruire il legamento nello stesso intervento di artroprotesi. 

I vantaggi per il paziente
Grazie alla precisione della fresa robotica è possibile risparmiare tessuto osseo sano e non traumatizzare i tessuti molli (legamenti, capsula, muscoli). Questo intervento mininvasivo permette anche il non uso del laccio pneumoischemico alla coscia, permettendo di mantenere una circolazione sanguigna costante durante tutto l’intervento. Con enormi benefici quindi per i pazienti che soffrono di patologie venose. Sul dolore post operatorio da compressione questo permette tempi di recupero più rapidi rispetto alla tecnica convenzionale. Il paziente può riprendere a camminare nelle prime 24 ore, senza l’uso di farmaci analgesici. Entro poche settimane si può tornare ad una vita di relazione e a lavoro, nel 70% dei casi non è necessaria la degenza riabilitativa (protocollo Fast-Track), ma è sufficiente un programma di ginnastica sotto la guida di fisioterapisti da proseguire a casa. La mini-invasività, come anche il perfetto bilanciamento legamentoso della tecnica robotica,  consente un ritorno all’attività sportiva, seppure con alcune limitazioni.

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