All’Istituto dei Tumori Pascale di Napoli è stato somministrato il primo vaccino anticancro a mRNA in Italia, rappresentando un significativo passo avanti nella lotta contro il melanoma. La partecipazione del paziente alla fase III del vaccino di Moderna promette importanti sviluppi nella ricerca oncologica

La Sperimentazione

Il responsabile dell’accompagnamento del paziente, l’oncologo Paolo Ascierto, sottolinea la necessità di attendere alcuni anni per ottenere i risultati della fase III dello studio clinico.

Nonostante l’Italia fosse esclusa dalle fasi I e II della sperimentazione, c’è un cauto ottimismo e un notevole entusiasmo riguardo all’efficacia potenziale di questo vaccino.

Ascierto spiega che il vaccino Moderna si basa sulla stessa tecnologia utilizzata per quelli contro il Covid, sfruttando mRNA sintetici progettati per istruire il sistema immunitario a riconoscere specifiche proteine chiamate ‘neoantigeni’.

Questi neoantigeni rappresentano le mutazioni genetiche avvenute nelle cellule malate.

L’obiettivo del vaccino non è prevenire la malattia, ma potenziare il sistema immunitario per riconoscere e attaccare in modo più efficace il tumore.

Il paziente e la motivazione alla partecipazione

Il paziente coinvolto, Alfredo De Renzis, un medico di 71 anni di Carovilli, ha scoperto due anni fa di avere un melanoma dietro a una neoformazione cutanea.

Dopo le prime cure ad Isernia, si è rivolto al Pascale di Napoli.

Operato a novembre per metastasi linfonodali inguinali, ha iniziato il trattamento con Pembrolizumab e successivamente ha accettato di partecipare alla fase III del vaccino di Moderna.

De Renzis, motivato dal suo ruolo di medico, ha dichiarato di non aver mai avuto paura.

Le fasi successive

Dopo la somministrazione al paziente De Renzis, l’Istituto dei tumori Pascale ha sottoposto a screening altri 18 pazienti candidati a ricevere il vaccino.

Nel panorama globale, sono oltre 40 i vaccini anticancro a mRNA allo studio.

Parallelamente, le indicazioni per farmaci immunoterapici già in uso, come il pembrolizumab, continuano ad aumentare, evidenziando progressi significativi nella ricerca e nel trattamento dei tumori.

Conclusioni

La prima somministrazione del vaccino anticancro a mRNA rappresenta un passo storico nella lotta contro il melanoma in Italia.

La fase III della sperimentazione, sebbene richieda tempo per fornire risultati definitivi, offre una prospettiva promettente per una nuova opzione terapeutica efficace.

La partecipazione attiva dei pazienti, come quella di De Renzis, sottolinea l’importanza di contribuire alla ricerca medica per migliorare le opzioni di trattamento e la qualità della vita dei malati di cancro.

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