Cittadinanzattiva pubblica il Rapporto civico sulla Salute 2022

Cittadinanzattiva

E’ stato pubblicato e presentato il “Rapporto civico sulla Salute 2022. I diritti dei cittadini ed il federalismo in Sanità”, di Cittadinanzattiva.

Cittadinanzattiva ha presentato con una diretta Zoom lo scorso 5 maggio il suo ultimo rapporto sulla Salute per il 2022.

Rapporto civico Salute

 Il Rapporto di quest’anno si presenta in una veste nuova, diversa da quelle degli anni passati.

Infatti vengono fornite due analisi sulla Sanità vista dai cittadini.

Una segue le 13.748 segnalazioni che sono arrivate a Cittadinanzattiva ed al tribunale del malato, in tutto il 2021.

La seconda cerca di analizzare da un punto di vista civico il federalismo sanitario. Questo per cercare di descrivere le organizzazioni e amministrazioni a livello regionale, e la loro capacità di fornire risposte ai cittadini.

Risultati del Rapporto

Liste di attesaI risultati non sono certo confortanti!

Quasi due anni di attesa per una mammografia, un anno per una ecografia o una TAC.

Lo stesso anche per quanto riguarda la chirurgia. Un anno per una intervento ortopedico per esempio!

E così nel 2021 più di un cittadino su dieci è stato costretto al rinunciare alle cure.

E purtroppo anche gli screening oncologici sono coinvolti. In ritardo su oltre la metà delle Regioni.

 

Cittadinanzattiva

Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, ha così commentato l’attuale situazione.
“Durante la pandemia abbiamo fatto i conti con una assistenza sanitaria che, depauperata di risorse umane ed economiche, si è dovuta concentrare sull’emergenza, costringendo nel contempo le persone a “rinunciare” a programmi di prevenzione e di accesso alle cure ordinarie. Ancora oggi abbiamo la necessità di recuperare milioni di prestazioni e i cittadini devono essere messi nella condizione di tornare a curarsi”. “Allo stesso tempo la pandemia ha evidenziato anche alcune priorità di intervento, prima fra tutte quella relativa alla riorganizzazione dell’assistenza territoriale, oggetto di riforma con il PNRR e di acceso dibattito. Tuttavia, occorrerà una lettura attenta dei contesti territoriali, individuando percorsi e non solo luoghi che favoriscano servizi più accessibili e prossimi ai cittadini, puntando molto sulla domiciliarità come luogo privilegiato delle cure, per avere maggiore attenzione alla qualità della vita. La carenza di servizi, la distanza dai luoghi di cura, tipica di alcune aree del paese, come pure la complessità delle aree urbane e metropolitane impongono un’innovazione dei modelli organizzativi sanitari territoriali”.

Conclusioni

Il problema delle liste di attesa non riesce a trovare una fine! Servono sinergie e collaborazione da parte delle istituzioni, del SSN, e delle iniziative della sanità privata.

Per saperne di più

Contattaci a info@sef.care o visita il ns sito www.sef.care per avere informazioni sulle soluzioni alle Liste di attesa.

Giornata mondiale della Salute

sanità transfrontaliera

Si è celebrata lo scoso 7 Aprile l’annuale Giornata Mondiale della Salute.

Tutti gli anni, il 7 aprile, viene celebrata la Giornata Mondiale della Salute, per sensibilizzare il mondo interno alle tematiche che coinvolgono la salute.

Giornata Mondiale della Salute

La Giornata Mondiale della Salute, il World Health Day, viene celebrata nel giorno che corrisponde al 74° anniversario della nascita dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, WHO, agenzia delle Nazioni Unite. 

Il messaggio dell’Organizzazione è quello di “concentrare l’attenzione globale sulle azioni urgenti per mantenere gli essere umani e il piantea in salute. E promuovese un movimento per creare società incentrate sul benessere“.

 

Sanità Transfrontaliera

Tra i vari temi della Salute, finalmente anche la Sanità Transfrontaliera è entrata tra gli argomenti di interesse in questa giornata.

Da quando la Direttiva Europea sulla sanità transfrontaliera è entrata in vigore, nel 2011, non è sempre stato un argomento di punta della Sanità.

La Direttiva 2011/24/UE stabilisce le condizioni alle quali un paziente può recarsi in un altro paese dell’Unione europea per ricevere un’assistenza medica sicura e di qualità. E che possa essere rimborsata dal proprio regime di assistenza sanitaria.

SEF

E’ stato quindi un onore per SEF essere preso come esempio da una delle maggiori testate italiane, La Repubblica, proprio per affrontare l’argomento della Sanità Transfrontaliera.

Un concetto sconosciuto a molti. Eppure una soluzione possibile e vincente di fronte agli eterni tempi di attesa per effettuare un intervento chirurgico di qualunque tipo – operazioni agli occhi, protesizzazioni anca – solo per pescare qualche esempio nel mare infinito dei tempi lunghi della sanità.

Trovate qui il link all’articolo del 7 aprile su La Repubblica

Dato l’interesse suscitato da questo articolo, è stata fatta una seconda pubblicazione ieri, domenica 10 aprile, sul freepress METRO.

Conclusioni

Un riconoscimento al costante impegno da parte di SEF. Dal 2018 si dedica ai pazienti che cercano soluzioni ai loro propblemi di salute, soprattutto per quanto riguarda le liste di attesa.

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Vademecum sanità transfrontaliera

Vademecum assistenza sanitaria transfrontaliera

Vademecum per la sanità transfrontaliera, SEF seguendo le indicazioni della Commissione Europea, ha pubblicato una guida, scaricabile per l’accesso alle cure secondo il Regolamento 883/2004 o la Direttiva 2011/24/UE.

Negli ultimi due anni la Commissione Europea ha pubblicato alcuni manuali operativi sul tema della sanità transfrontaliera e la Direttiva 2011/24/UE.

Sanità transfrontaliera

L’Unione Europea ha sempre dimostrato interesse verso la salute dei suoi cittadini. Da quando la Direttiva sulla sanità transfrontaliera è entrata in vigore, nel 2011, la Commissione Europea monitora i vari Stati Membri per controllare quale sia il livello di applicazione della Direttiva stessa.

La Direttiva 2011/24/UE, infatti, stabilisce le condizioni alle quali un paziente può recarsi in un altro paese dell’Unione europea per ricevere un’assistenza medica sicura e di qualità. E che possa essere rimborsata dal proprio regime di assistenza sanitaria.

I Toolbox

Nell’interesse dei cittadini, la Commissione ha anche pubblicato alcuni manuali, chiamati Toolbox, per agevolare il cittadino ad orientarsi nelle scelte riguardanti la propria salute.

Si possono trovare sul sito della Commissione Europea diversi documenti. Dal classico documento delle FAQ (Freqently Asked Question), cioè un riassunto delle domande standard che vengono normalmente poste dai cittadini. Al documento riservato invece ai NCP (National Contact Point), più incentrato sull’aspetto burocratico.

Toolbox for Cross-Border Healthcare

SEF ha tradotto per i cittadini italiani l’ultima versione del “Toolbox for Cross-Border Healthcare”.

Il manuale riassume i punti salienti della Direttiva 2011/24/UE, e le differenze tra questa Direttiva ed i Regolamenti sulla sicurezza sociale CE 883/2004 e 987/2009. 

Vediamo insieme le principali differenze tra Direttiva e Regolamenti.

Regolamenti CE 883/2004 e 987/2009

Direttiva 2011/24/UE

Conclusioni

L’impegno della Commissione Europea nel divulgare le diverse possibilità di cura per i suoi cittadini continua ad essere costante nel tempo. 

Da parte sua, SEF è a fianco dei cittadini italiani interessati ad alternative di cura in Europa.

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EU: nuova governance sui dati sanitari

medico sanità mondo

La Commissione europea proporrà un nuovo quadro di governance per i dati sanitari, con requisiti di interoperabilità transfrontaliera.

 

Commissione europea

La Commissione europea svolge un ruolo attivo nello sviluppo della strategia generale dell’UE e nella progettazione e attuazione delle sue politiche, che sono oggetto di valutazioni e relazioni periodiche.

In collaborazione con le altre istituzioni dell’UE, la Commissione europea elabora l’orientamento politico e strategico complessivo dell’UE.

La Commissione traduce le priorità in azioni concrete nel suo programma di lavoro annuale.

Governance - significato

Prima di tutto cerchiamo di capire il singificato della parola “governance”. La governance è l’insieme dei principi, delle regole e delle procedure che riguardano la gestione e il governo di una società, di un’istituzione, di un fenomeno collettivo.

Governance dei dati sanitari

La Commissione europea ha proposto un nuovo quadro di governance per i dati sanitari con requisiti di interoperabilità transfrontaliera. Gli obiettivi principali del regolamento sono i seguenti. Rendere il settore sanitario più efficiente, far progredire la ricerca scientifica nell’area della telemedicina e “sbloccare l’economia dei dati sanitari”. Favorendo così lo sviluppo di nuovi servizi e prodotti sanitari digitali.

Per la Commissione, le persone dovrebbero avere il diritto di accedere a una serie minima di dati sanitari “primari”, tra cui vaccinazioni, prescrizioni elettroniche, diagnostica ad immagini, risultati di laboratorio, rapporti di dimissione e altri, utilizzando un servizio di accesso gratuito.

La Commissione spera che questa standardizzazione possa conferire ai pazienti il diritto di controllo sui propri dati sanitari in formato elettronico.

Gruppo di esperti

La Commissione istituirà un gruppo formale di esperti, il Comitato europeo per i dati sanitari e digitali, per garantire la cooperazione tra le autorità competenti. In particolare, la relazione tra l’uso primario e secondario dei dati sanitari elettronici.

Due sottogruppi di esperti del consiglio si occuperanno dei dati sanitari per l’erogazione dell’assistenza sanitaria e dell’applicazione dei dati sanitari a fini di ricerca, innovazione, elaborazione delle politiche e regolamentazione.

Questi organismi gestiranno le richieste di accesso ai dati secondari, riducendo al minimo la quantità di dati condivisi e rendendo anonimi o aggregando i dati quando pertinente.

Interoperabilità transfrontaliera

Un’altra area cruciale è l’interoperabilità dei dati sanitari oltre i confini. Sarà portata avanti la creazione di un’infrastruttura digitale dedicata per lo scambio di dati sanitari tra i fornitori di assistenza sanitaria all’interno dei paesi.

L’interoperabilità con i sistemi di cartelle cliniche elettroniche potrebbe ridurre i test non necessari o duplicati poiché gli operatori sanitari possono accedere facilmente all’anamnesi dei pazienti, con conseguenti risparmi sostanziali per i pazienti e il sistema sanitario.

Lo spazio dei dati sanitari riprende le misure del Data Act, in particolare introducendo limiti ai trasferimenti internazionali di dati sanitari non personali.

Sicurezza dei cittadini

Per garantire la sicurezza dei dati dei cittadini/pazienti europei, la bozza di proposta delinea i requisiti specifici per i sistemi di Fascicolo Sanitario Elettronico, il software utilizzato per l’archiviazione e la condivisione delle cartelle cliniche. Vengono inclusi una serie di requisiti, tra cui l’interoperabilità e la sicurezza, e delineate le specifiche tecniche che questi sistemi dovrebbero soddisfare.

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Contatta info@sef.care visita il ns sito  www.sef.care per avere informazioni sulla sanità nell’Unione Europea.

Curarsi in Polonia. Una nuova opportunità con SEF

Carolina Med Center

Sempre più pazienti europei ed extra-europei cercano cure al di fuori del loro paese.

I motivi possono essere diversi, come motivi economici, lunghe liste di attesa, terapie non disponibili nella propria nazione.

Un buon numero di richieste che sono arrivate a SEF nell’ultimo anno indicavano la Turchia come una delle mete preferite per il Turismo medico.

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Pubblicato nuovo Report della Commissione Europea sulla Direttiva 2011/24/UE

Bandiera EU con medico

Pubblicato il nuovo Report della Commissione Euroepa sulla sanità transfrontaliera

Nello scorso mese di febbraio la Direzione Generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare della Commissione Europea ha pubblicato il suo ultimo Report sui diritti dei pazienti nella UE, garantiti dalla Direttiva 2011/24/UE.

Unione Europea

Questo studio sottolinea l’interesse della stessa Unione Europea sul delicato argomento della salute dei suoi cittadini. Non è la prima volta, infatti, da quando la Direttiva è entrata in vigore nel 2011, che la Commissione Europea richiede uno studio sull’attuazione della Direttiva tra i suoi Stati membri.

Nel luglio dell’anno scorso, a dieci anni dalla sua entrata in vigore, la Commissione Europea ha addirittura indetto una Survey per coinvolgere tutti i cittadini europei ed avere la loro opinione a riguardo.

Report febbraio 2022

Questo ultimo studio è incentrato sul miglioramento dell’attuazione della Direttiva nei vari Stati Membri.

Lo scopo di questo studio era sostenere il lavoro della Commissione per approfondire l’analisi del problema.

Continua infatti ad essere difficile per un certo numero di pazienti accedere all’assistenza sanitaria in un altro Stato membro.

Questo perchè molti Stati risultano sempre carenti nell’applicazione pratica della Direttiva.

Il Report si prefigge quindi degli obiettivi.

1) individuare opzioni e soluzioni per migliorare la coerenza e la trasparenza nell’applicazione
della Direttiva.

2) raccogliere, mappare e analizzare le informazioni dai 27 Stati membri e dai paesi EEA su aree specifiche dell’attuazione pratica della Direttiva.

3) sviluppare una logica di intervento e
una revisione critica degli indicatori di monitoraggio esistenti per la futura valutazione della Direttiva.

Cosa prevede la Direttiva 2011/24/UE

La Direttiva stabilisce le condizioni alle quali un paziente può recarsi in un altro paese dell’Unione europea per ricevere un’assistenza medica sicura e di qualità. E che possa essere rimborsata dal proprio regime di assistenza sanitaria.

Il paese dell’Unione che fornisce la cura deve garantire quanto segue.

  • I pazienti devono ricevere tutte le informazioni necessarie per compiere una scelta informata. Comprese le opzioni terapeutiche, la disponibilità, la qualità e la sicurezza dell’assistenza sanitaria che fornisce, i prezzi, lo status di autorizzazione o di iscrizione.
  • Devono essere previste procedure di reclamo trasparenti.
  • Devono esistere sistemi di assicurazione di responsabilità professionale o garanzie analoghe.
  • Deve essere rispettata la riservatezza dei dati personali.
  • I pazienti devono avere accesso a una cartella clinica, scritta o elettronica, in cui viene registrata la cura in questione.
  • Devono essere applicati gli stessi onorari per l’assistenza sanitaria applicati ai pazienti nazionali in una situazione clinica comparabile. Ovvero deve essere fissato un prezzo calcolato in base a criteri oggettivi e non discriminatori, se non esiste un prezzo comparabile per i pazienti nazionali.

Il paese dell’Unione dove il paziente è assicurato, deve garantire che:

    • il costo dell’assistenza sanitaria prestata sia rimborsato.
    • siano disponibili le informazioni sui diritti dei pazienti.
    • i pazienti abbiano accesso a qualsiasi controllo medico necessario.
    • i pazienti abbiano accesso alla propria cartella clinica.

Risultati del Report

Lo studio della Commissione Europea è giunto ai seguenti risultati, concludendo che c’è ancora un grosso margine di miglioramento.

Come viene applicata l’autorizzazione preventiva negli Stati membri?

La maggior parte degli Stati membri (20) e un paese EEA hanno scelto di attuare un sistema di autorizzazione preventiva. 7 Stati membri e 1 paese EEA non dispongono di un sistema PA. Il modo in cui viene attuato un sistema di autorizzazione preventiva varia notevolmente in tutti gli Stati membri. 

Quali sono le ragioni alla base dei diversi approcci di autorizzazione preventiva nei 27 Stati membri e paesi EEA?

Per quanto riguarda l’esistenza di un elenco di autorizzazioni preventive, i rappresentanti degli Stati membri e dei paesi EEA hanno indicato che la protezione del loro sistema sanitario è il motivo principale per l’attuazione di un sistema di autorizzazione preventiva. In linea con ciò, alcuni Stati membri hanno spiegato che l’introduzione del sistema di autorizzazione preventiva è stata una decisione politica. Al momento dell’attuazione della Direttiva, l’effetto sui loro sistemi sanitari era incerto e per alcuni Stati membri, l’introduzione di un sistema di autorizzazione preventiva è servito come mezzo per monitorare l’effetto della Direttiva sui propri sistemi sanitari.

In che modo potrebbero essere migliorate le procedure amministrative a beneficio del paziente secondo le disposizioni della Direttiva?

I dati raccolti a livello nazionale sono stati analizzati al fine di identificare se una qualsiasi delle procedure/requisiti amministrativi per l’assistenza sanitaria transfrontaliera possa essere considerata un ostacolo potenzialmente ingiustificato per i pazienti alla luce degli articoli 7, paragrafo 7, e 9, paragrafo 1 della Direttiva. In particolare, quelle procedure/requisiti che, sulla base di tale valutazione, sono apparsi potenzialmente discriminatori/basati su criteri discriminatori, ovvero non necessari e sproporzionati
rispetto all’obiettivo da raggiungere, o ostacoli potenzialmente ingiustificati alla libera circolazione dei pazienti, dei servizi o merci.

L’analisi dei dati ha mostrato che alcune procedure/requisiti amministrativi negli Stati membri possono essere considerati ostacoli potenzialmente ingiustificati per i pazienti che cercano assistenza sanitaria transfrontaliera ai sensi della Direttiva.

Quali meccanismi di consultazione hanno messo in atto i NCP (National Cntact Point) con gli operatori sanitari, gli assicuratori sanitari e le organizzazioni di pazienti e c’è margine di miglioramento?

La maggior parte degli Stati membri che hanno risposto all’indagine sembrano avere accordi di consultazione con le organizzazioni di pazienti (12), gli assicuratori sanitari (11) e gli operatori sanitari (13). Tuttavia, per una quota significativa di Stati membri, questi accordi di consultazione non hanno avuto luogo nell’ultimo anno (per 7 non con organizzazioni di pazienti, per 4 non con assicuratori sanitari e per 7 non nell’ultimo anno con fornitori di assistenza sanitaria). Alla domanda su quando avranno luogo questi accordi di consultazione, la stragrande maggioranza (17 Stati membri) ha indicato che si svolgono solo occasionalmente su richiesta.

Conclusioni

Lo studio attuale ha mostrato che in generale vi sono ancora margini di miglioramento per quanto riguarda la fornitura di informazioni ai pazienti nel contesto dell’assistenza sanitaria transfrontaliera. E’ stato infatti osservato che meno della metà dei siti web dei NCP fornisce informazioni sulla differenza tra il Regolamento 883/2004 e la Direttiva 2011/24. E generalmente mancano informazioni approfondite sui diritti dei pazienti. Inoltre, le informazioni sull’autorizzazione preventiva sembrano essere insufficienti in molti Stati membri e la disponibilità per quanto riguarda gli elenchi di autorizzazione preventiva è di poco migliorata rispetto al 2018.

Nel 2019 è stato pubblicato un pacchetto di strumenti (toolbox) utili ai NCP. Già ampiamente adottato dalla maggior parte dei NCP, questi documenti potrebbero essere ancora utili per migliorare ulteriormente l’attuazione della Direttiva. In particolare, i pazienti potrebbero trarre vantaggio da una migliore diffusione di questi documenti tra le organizzazioni di pazienti, gli assicuratori sanitari e gli operatori sanitari. Spesso infatti le parti interessate hanno dimostrato di non conoscere o non aver familiarità col pacchetto di strumenti (documenti) sulla fornitura di informazioni sull’assistenza sanitaria transfrontaliera.

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Pubblicato il PNE 2021

Programma nazionale esiti 2021

È stato pubblicato il Piano nazionale esiti (PNE) 2021 che valuta l’efficacia e la sicurezza delle cure garantite dal nostro SSN.

 

Piano nazionale esiti

Da diversi anni AGENAS, attraverso il Piano Nazionale Esiti a livello nazionale e regionale, monitora e la situazione della nostra assistenza sanitaria. 

PNE edizione 2021

Quest’anno, con l’edizione 2021, si è ottenuto uno spaccato sull’emergenza epidemiologica e sulle dinamiche che il COVID-19 ha determinato rispetto all’organizzazione dei servizi.

E’ stato infatti possibile effettuare un confronto ampio e particolareggiato dei dati di attività realtivi all’anno 2020 con quelli della fase pre-pandemica.

Specialità analizzate

Le specialità che sono state analizzate in questo Piano Nazionale Esiti sono molteplici. Vanno dall’area cardio e cerebrovascolare, all’area perinatale e alla area muscolo-scheletrica. Vediamo in dettaglio proprio la situazione di quest’ultima.

Chirurgia protesica

Gli interventi di protesica in ambito ortopedico
sono tra i più frequenti in Italia, in quanto oltre la
metà della popolazione ultrasessantacinquenne
presenta patologie degenerative, prevalentemente di natura artrosica, a carico dell’apparato osteoarticolare, con elevato rischio di disabilità motoria.

Con il Covid, tutta la chirurgia elettiva ha subito una marcata riduzione.  

Protesi di anca

Ad esempio, gli interventi di protesi d’anca avevano fatto registrare un aumento nei cinque anni precedenti la pandemia. Da 104.425 nel 2015 a 115.989 nel 2019 (+11,1%).
Nel 2020, si è verificata una marcata contrazione della casistica (N=96.822), quantificabile in 19.167 ricoveri in meno (-16,5%) rispetto all’anno precedente.

L’impatto della pandemia non è stato uniforme sul territorio nazionale. La riduzione degli interventi di protesi d’anca è stata più marcata al Nord (-20,8%), dove la prima ondata si è abbattuta con maggiore virulenza, meno al Centro (-11,1%) e al Sud e nelle Isole (-10,2%).

grafico protesi anca

Protesi di ginocchio

Per quanto riguarda la chirurgia protesica del ginocchio, i ricoveri erano in costante aumento prima della pandemia. Da 72.286 nel 2015 a 87.922 nel 2019 (+21,6%). Nel 2020 si sono drasticamente ridotti a 66.691 (-24,1% rispetto al 2019, pari in valore assoluto a 21 mila ricoveri in meno).  

grafico protesi ginocchio

Protesi di spalla

Infine, anche gli interventi di protesi della spalla, in crescita nel quinquennio precedente la pandemia (+53,3%), si sono fortemente ridotti nel 2020 . Il decremento è stato del 16% rispetto al 2019, pari a una perdita di circa 2 mila ricoveri. 

grafico protesi spalla

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9°CIHTConference, Conferenza Internazionale sul Turismo Medico

9°CIHTConference

Si è svolta il 4 e 5 novembre scorsi a Crikvenica, in Croazia, la 9° Conferenza Internazionale sul Turismo Medico, CIHTCONFERENCE.

Finalmente, dopo la battuta di arresto dovuta al Covid, i congressi e gli incontri dal vivo sono ripresi a pieno ritmo.

La 9° CIHT Conference è una conferenza di due giorni che riunisce docenti locali e stranieri e partecipanti provenienti dai campi della medicina, del turismo e dell’economia. Il tutto con l’obiettivo di introdurre le nuove tendenze nel turismo e nella medicina. Questa manifestazione è il risultato di una collaborazione tra l’Ente per il turismo di Crikvenica e il Distretto del turismo sanitario del Kvarner.

Crikvenica

La CIHT Conference contribuisce all’implementazione delle attuali conoscenze teoriche, ed alle tendenze del mercato del turismo medico.  

I partecipanti

Alla Conferenza partecipano più di 150 esperti di turismo medico internazionali che ricoprono posizioni dirigenziali nelle grandi istituzioni e aziende del turismo sanitario.

Due giorni quindi di scambio di esperienze e di formazione.

 Gli interventi sono stati molteplici, e su diversi aspetti del Turismo Medico. E non solo turismo medico. 

 

Gli interventi

Infatti, tra gli interventi più interessanti, annotiamo quello di Arnis Krasovskis, Presidente di Medrefund Ltd UK, che ha parlato dell’effetto post Brexit per i cittadini inglesi sulla Direttiva della Sanità Transfrontaliera (La Direttiva 2011/24/UE). Infatti, anche se per le richieste di rimborso pre Brexit il cittadino inglese ha tempo fino al 31/01/2022 per presentarle, per tutti gli interventi post Brexit questa possibilità non c’è più. Unica possibilità che è rimasta al cittadino inglese: il modello S2.
brexit

Il modello S2 permette ad una persona assicurata in un paese dell’UE (e in questo caso anche Gran Bretagna) di dimostrare di avere diritto a cure programmate (o “pianificate”) in un altro paese dell’UE. Se una persona si reca in un altro paese per sottoporsi a cure sanitarie, la relativa spesa sarà sostenuta dall’ente per l’assistenza sanitaria di questa persona soltanto se per tali cure è stato preventivamente chiesto il permesso all’ente (cioè la previa autorizzazione).

 

Non è sempre facile però trovare cliniche che accettano questo tipo di modello e di pagamento.

Per saperne di più

Per maggiori info sulla sanità transfrontaliera o sul turismo mecio contattaci a info@sef.care, o visita il ns sito www.sef.care

Come scegliere la clinica ortopedica

Come scegliere la clinica ortopedica

Quali sono i criteri da considerare per poter valutare l’affidabilità di una clinica ortopedica.

In Italia gli interventi di sostituzione protesica articolare (anca, ginocchio e spalla) sono in continua crescita.

Si è passati da 168.000 interventi nel 2012 a oltre 215.000 nel 2019. 

Non è difficile da comprendere, se si pensa che a livello globale le malattie muscolo-scheletriche dolorose sono la seconda causa di disabilità.  

Una percentuale che varia dal 20% al 30% della popolazione vive con una di queste patologie, che interessano persone in età avanzata, ma anche soggetti più giovani.

Le cliniche in Italia

Secondo l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali in Italia i centri che effettuano questo tipo di interventi sono 767. 339 nel nord Italia (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna). 163 nel centro Italia (Lazio, Marche, Toscana ed Umbria). 265 nel sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia).

Come effettuare la scelta della clinica

Scegliere la clinica ortopedica giusta per il buon esito dell’intervento è fondamentale!

L’indicatore di cui tener conto nella scelta è il volume di interventi effettuati durante l’anno.

Infatti, il numero di impianti effettuati nell’anno è direttamente proporzionale alla preparazione sulla patologia interessata sia operatoria che post-operatoria.

Numeri di riferimento ed eccellenze

Sfruttando i dati della stessa AGENAS, abbiamo fatto per voi una valutazione delle strutture da “insufficiente” a “eccellente”, in base al volume di interventi, come di seguito.

Per la protesi di anca:

  • Insufficiente inferiore a 50 impianti annui
  • Sufficiente da 51 a 100 impianti annui 
  • Affidabile da 101 a 300 impianti annui
  • Buona da 301 a 500 Impianti annui
  • Eccellente superiore ai 500 impianti annui
Eccellenze in Italia per la protesi di anca   (numero interventi anno)

IST. CLINICO HUMANITAS   –   Rozzano

Lombardia

2125

ISTITUTO ORTOPEDICO GALEAZZI SPA     –     Milano

Lombardia

1973

ISTITUTO ORTOPEDICO RIZZOLI    –     Bologna

Emilia Romagna

1965

IST.CLINICO S.SIRO SPA    –     Milano

Lombardia

996

ISTITUTO CLINICO S. ROCCO S.P.A.     –     Ome

Lombardia

801

CASA DI CURA GIOVANNI XXIII    –     Monastier Di Treviso

Veneto

793

AZ. OSPEDALIERO – UNIVERSITARIA CAREGGI    –     Firenze

Toscana

773

OSPEDALE CENTRO TRAUMATOLOGICO ORTOPEDICO     –     Torino

Piemonte

743

CASA DI CURA S.GIUSEPPE     –     Arezzo

Toscana

727

ISTIT CHIR ORTOP TRAUMATOLOGICO     –     Latina

Lazio

705

POLICL. UNIV. CAMPUS BIO MEDICO      –     Roma

Lazio

661

ASST SPEC.ORT.TRAUMATOLOGICO G.PINI/CTO     –     Milano

Lombardia

633

IST.CLIN. CITTA’ DI BRESCIA     –     Brescia

Lombardia

628

OSPEDALE DI BASSANO     –     Bassano Del Grappa

Veneto

616

AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA PISANA     –     Pisa

Toscana

570

FONDAZIONE POLIAMBULANZA    –     Brescia

Lombardia

564

CASA DI CURA CELLINI    –     Torino

Piemonte

556

CASA DI CURA PEDERZOLI    –     Peschiera Del Garda

Veneto

553

CASA DI CURA ABANO TERME POLISPEC. E TER    –     Abano Terme

Veneto

551

CASA DI CURA MATER DOMINI    –     Castellanza

Lombardia

548

C.O.Q. OSPEDALE MADONNA DEL POPOLO     –     Omegna

Piemonte

541

OSPEDALE SACRO CUORE DON CALABRIA     –     Negrar Di Valpolicella

Veneto

529

I CEDRI HOSPITAL     –     Fara Novarese

Piemonte

506

Per la protesi di ginocchio:

  • Insufficiente inferiore a 50 impianti annui
  • Sufficiente da 51 a 100 impianti annui 
  • Affidabile da 101 a 300 impianti annui
  • Buona da 301 a 500 Impianti annui
  • Eccellente superiore ai 500 impianti annui
Eccellenze in Italia per la protesi di ginocchio  (numero interventi anno)

ISTITUTO ORTOPEDICO GALEAZZI SPA     –     Milano

Lombardia

2462

IST.CLIN. CITTA’ DI BRESCIA    –     Brescia

Lombardia

1099

IST. CLIN. HUMANITAS     –     Rozzano

Lombardia

1025

POLICL. UNIV. CAMPUS BIO MEDICO     –     Roma

Lazio

911

IFCA SPA CASA DI CURA ULIVELLA E GLICINI     –     Firenze

Toscana

832

CASA DI CURA GIOVANNI XXIII     –     Monastier Di Treviso

Veneto

786

IST.CLINICO S.SIRO SPA     –     Milano

Lombardia

771

ISTITUTO ORTOPEDICO RIZZOLI   –     Bologna

Emilia Romagna

756

OSPEDALE SACRO CUORE DON CALABRIA     –     Negrar Di Valpolicella

Veneto

748

CASA DI CURA S. PIO X     –     Milano

Lombardia

744

CASA DI CURA SILENO E ANNA RIZZOLA    –     San Dona’ Di Piave

Veneto

702

CASA DI CURA ABANO TERME POLISPEC. E TER     –     Abano Terme

Veneto

701

CASA DI CURA VILLA ERBOSA OSPEDALE PRIVATA     –     Bologna

Emilia Romagna

662

CASA DI CURA CITTA’ DI PARMA     –     Parma

Emilia Romagna

662

ISTITUTO CLINICO S. ROCCO S.P.A.    –     Ome

Lombardia

650

OSPEDALE DI SUZZARA S.P.A.     –     Suzzara

Lombardia

630

ISTIT CHIR ORTOP TRAUMATOLOGICO    –     Latina

Lazio

627

CASA DI CURA VILLA IGEA     –     Acqui Terme

Piemonte

627

CASA DI CURA S.GIUSEPPE     –     Arezzo

Toscana

613

CASA DI CURA PRIVATA ‘S.GIORGIO’ SPA     –     Pordenone

Friuli Venezia Giulia

610

CASA DI CURA POLICLINICO SAN MARCO    –     Venezia

Veneto

591

POLICLINICO DI MONZA   –     Alessandria

Piemonte

583

CASA DI CURA VILLA IGEA     –     Ancona

Marche

576

CENTRO CHIRURGICO TOSCANO SRL     –     Arezzo

Toscana

575

VILLA BETANIA    –     Roma

Lazio

555

CASA DI CURA POLICLINICO     –     Monza

Lombardia

555

CLINICA SAN FRANCESCO SPA – Casa di cura    –     Verona

Veneto

542

OSPEDALE PRIVATO ACCREDITATO VILLA CHIARA  –  Casalecchio Di Reno

Emilia Romagna

531

CASA DI CURA FRATE SOLE  SRL     –     Figline E Incisa Valdarno

Toscana

518

AZ. OSPEDALIERO – UNIVERSITARIA CAREGGI    –     Firenze

Toscana

517

CASA DI CURA CITTA’ DI BRA    –     Bra

Piemonte

510

Protesi di spalla

Per la protesi di spalla:

  • Insufficiente inferiore a 25 impianti annui
  • Sufficiente da 25 a 50 impianti annui 
  • Affidabile da 51 a 100 impianti annui
  • Buona superiore ai 100 impianti annui
Buone cliniche in Italia per la protesi di spalla  (numero interventi anno)

OSPEDALE “CERVESI” – Cattolica

Emilia Romagna

230

CASA DI CURA VILLA IGEA – Acqui Terme

Piemonte

225

POLICL. UNIV. CAMPUS BIO – Roma

Lazio

212

ISTIT CHIR ORTOP TRAUMATOLOGICO – Latina

Lazio

143

Campolongo Hospital S.P.A. – Eboli

Campania

113

CENTRO CHIRURGICO TOSCANO SRL – Arezzo

Toscana

111

ISTITUTO ORTOPEDICO GALEAZZI SPA – Milano

Lombardia

109

IST. CLIN. HUMANITAS – Rozzano

Lombardia

105

OSPEDALE DI SUZZARA S.P.A. – Suzzara

Lombardia

103

CASA DI CURA MADONNA DELLA SALUTE – Porto Viro

Veneto

103

CASA DI CURA VILLA FIORITA – Prato

Toscana

103

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